Gallery

TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO

L’incipit è sempre lo stesso: appuntamento alle 9.30 per una zingarata enogastronomica. La destinazione è l’Alto Casertano. La missione, non la prima nel suo genere, è la devota visita alla “nostra” mozzarella di bufala. “Nostra” poiché è la mozzarella di quel caseificio che si trova nei dintorni di Presenzano, lungo quella strada alberata, intervallata da dossi e cunette, dove ci siamo già recati più volte, ma che puntualmente fatichiamo a ritrovare, sebbene fiduciosi nella nostra memoria fotografica e nella nostra capacità di orientamento.

La zingarata

 Per farla breve, dopo ripetute inversioni di marcia intravediamo l’agognata meta che si staglia inconfondibile all’orizzonte con i suoi colori bianco e verde, quasi beffarda a volerci confermare di essere stata sempre lì e di non essersi mai mossa. Discutendo di nuovi punti di riferimento, come preziose briciole di Pollicino da seguire per evitare futuri incidenti di percorso, ci troviamo di fronte la signora di “La Fenice” che ci invita a manifestare le nostre necessità.

Tutti i latticini sono rigorosamente a bagno nel retrobottega, pronti al debutto: le mozzarelle da 100gr e da 250gr, le trecce e le treccine, le ciliegine ed i nodini. L’unica a farsi desiderare è la mozzarella da 500gr poiché, come le gran signore, non è mattiniera ed ha bisogno di maggior riposo prima di potersi presentare in pubblico. Non abbiamo il tempo di attendere la sveglia di sua altezza e, quindi, ci accontentiamo delle godibilissime sorelline, di caciocavalli, caciotte e yogurt su cui, sperando di non deludervi, mi soffermerò in un’altra occasione.

Si riprende il cammino, stavolta con l’ausilio del navigatore satellitare, e ci dirigiamo a Ruviano dove ci aspetta per pranzo l’amico Luciano Di Meo della Masseria dei Trianelli (www.masseriadeitrianelli.com). 

Masseria dei Trianelli

 Non conosciamo ancora Luciano, ma, nel contattarlo telefonicamente per la prenotazione, cogliamo immediatamente quell’empatia che ci accompagnerà per il resto della giornata e che ce lo fa apostrofare come amico ancor prima delle presentazioni ufficiali.

Luciano Di Meo e i suoi gioelli

Alle 13.15, puntuali come due svizzeri, parcheggiamo davanti alla masseria ed entriamo nel locale. L’edificio è semplice e spartano, ma ruspante ed accogliente come una masseria deve essere.

Siamo i primi avventori, ma molti altri sono in arrivo a giudicare dalle due grandi tavole apparecchiate che offuscano la nostra intima tavola su cui giacciono soltanto due coperti.

La cameriera ci fa accomodare, ci guardiamo intorno, prendiamo confidenza con il posto e scattiamo qualche foto in attesa dell’ingresso di Luciano, ignari di quello che sarebbe successo di lì a poco.

Ara Porcis

In un angolo della sala troneggia maestoso un altare pagano dedicato al divino suino, il maiale nero casertano; in pratica un treppiedi su cui sono esposti prosciutti ed insaccati che inebriano l’aere e su cui svetta una maschera essiccata, bonariamente minacciosa.

La bifora

La porta si spalanca e ci ritroviamo spettatori di una singolare processione: Luciano in testa con un cesto tra le braccia ed altri che lo seguono a mo’ di codazzo, reggendo delle bottiglie. Luciano riempie la sala insieme ai suoi amici, i primi amici di una lunga serie. Sottolineo “riempie la sala” poiché Luciano è un uomo che non passa di certo inosservato, sia per l’imponenza fisica, sia per la fragorosa giovialità.

Accortosi della nostra presenza, depone il cesto su un tavolo e ci viene incontro per salutarci e darci il benvenuto. Subito gli chiediamo delucidazioni sul corteo e ci spiega che stiamo per partecipare ad un esperimento, un esperimento che a posteriori non posso che definire indimenticabile. Dopo 18 mesi di reclusione in grotta ed altri 14 mesi agli arresti domiciliari, il provolone di “occhio di cristallo” esce a riveder le stelle e ci si offre in tutto il suo profumo ed il suo sapore. E’ il provolone di un amico di Luciano, per l’appunto noto col soprannome di occhio di cristallo.

Occhio di cristallo

Lo accompagnano le birre Cubulteria ed Amber Doll del birrificio artigianale Karma di Alvignano (www.birrakarma.com): la prima è chiara, prodotta con una miscela di malto di frumento e d’orzo, dal forte tenore alcolico e dai profumi intensi, con particolarità aromatiche dovute all’aggiunta di cannella e bucce d’arancia; la seconda è ambrata, caratterizzata da un blend di sei malti pregiati e di luppoli continentali e americani con aggiunta di miele di castagno.

Bere con Karma

Nel frattempo la sala si gremisce e la degustazione ha inizio. Scaglie di provolone e sorsi di birra, commenti ed opinioni. L’esperimento è pienamente riuscito ed il provolone conferma le aspettative, dimostrando una potenziale longevità che va ben oltre i suoi 32 mesi di vita. All’assaggio si rivela piacevolmente friabile e dal gusto ampio ed equilibrato tra il sapido ed il piccante.

E’ il momento di dare inizio alle danze. Tutti a tavola.

Luciano non vuole vederci in disparte e ci invita ad aggiungerci ad una delle tavolate. Non esitiamo e ci aggreghiamo alla comitiva che ci scruta incuriosita e ci accoglie a braccia aperte all’esclamazione di Luciano “Sono amici di Roma”, i nuovi amici.

Dalla cucina fuoriescono le pietanze. In primis l’antipasto di salumi e formaggi, tra cui l’ottima ricottina dell’amico Mimmo, rinforzato da melanzane sott’olio, tortano, pasta cresciuta ed altri gustosissimi assaggi della tradizione locale.

La ricottina di Mimmo

A seguire, la minestra maritata che si presenta con il suo profumo deciso e inconfondibile e che sorprende per la delicatezza al palato.

La minestra maritata

Insieme alla maritata ci servono la pezzente, la salsiccia pezzente, preparata con frattaglie di maiale, soprattutto polmone e fegato, insaporita con varie spezie, tra cui finocchio e peperoncino, e cotta in umido.

Mentre Luciano si muove su e giù per la sala, arrivano altri suoi amici. Aggiunti i posti a tavola, si siedono al nostro fianco. L’amico Stefano, produttore di Pallagrello, offre agli astanti bottiglie del suo vino da degustare con i piatti di Luciano.

Dopo la lasagna, la bistecca di maiale alla brace, l’insalata, l’agnello al forno e le patate, tiriamo un sospiro di sollievo, e vi assicuro che non è stato facile tirarlo, sicuri di essere prossimi al traguardo. La nostra certezza crolla istantaneamente alla vista di due vassoi su cui sono adagiate mollemente due grosse trecce di mozzarella di bufala, anch’esse dell’amico Mimmo.

Le trecce

Siamo alla frutta, in tutti i sensi. Ovviamente mele annurche in abbondanza.

Eppure c’è un amico ritardatario di Luciano che arriva trafelato con un mazzo di brochure della propria azienda olearia su cui campeggia lo slogan “Pane, olio e territorio”. Non scorgendo nulla di commestibile in abbinamento alle oleate carte, Luciano è visibilmente contrariato e non esita a manifestare la sua perplessità alla platea esclamando in tono canzonatorio “Ha portato pane, olio e territorio!”. L’amico batte in ritirata e, dopo circa mezz’ora, si ripresenta e propone un assaggio di olio ed olive che accettiamo nella labile speranza che abbiano una qualche proprietà digestiva.

Sopravvissuti all’estrema unzione, controlliamo l’orologio e realizziamo che sono le 18.30. E’ l’ora del commiato. Ora o mai più.

Salutiamo Luciano ed i suoi amici, lanciamo un ultimo sguardo alla masseria e, consapevoli di essere stati travolti da un insolito destino, prendiamo la via del ritorno verso la capitale.

4 responses to “TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO

  1. Giornata memorabile! Sotto ogni aspetto!
    A parte il traffico sull’autostrada al ritorno!

  2. Vatti a fidare degli amici!! Vedi cosa succede??😉

  3. mina vagante travestita da babà

    Il designer del totem suino ha un futuro!

  4. Lo stesso designer è stato visto con la maschera suina al Carnevale di Venezia!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s