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30 SECONDI PER DIRE SI

M.&R. “Ma tu che fai sabato?”
C. “Ahhh, non mi parlare di sabato e di tutti gli altri giorni della settimana, sono a dieta da oggi fino alla estinzione della specie del Sabato da tutti i calendari”
M.&R. “E dai, avevamo pensato di vederci per un brunch-lunch-fast-e-magari-furious-tipo-che-ne-so-un-po’-leggero-e-un-po’-bucolico, sei dei nostri?”
Non hanno dovuto insistere, M. ed R., neanche la seconda frase hanno dovuto dire, ero già… dei loro e non ho nemmeno concesso la soddisfazione delle armi, non hanno proprio lottato! Sono crollata subito ai loro piedi, all’anticipazione del menù.

Questo film lo chiameremo 30 secondi per dire sì
… e un’ora per chiacchierare di una lista dei sogni da sabato imperante.

L’idea era quella di fare un pranzo semplice, colorato, veloce da preparare ma gustoso… insomma un pic-nic da appartamento.
Siamo nella stagione delle fave che i romani amano mangiare con il pecorino, dunque la prima proposta è stata quella di destrutturare la fava (oh, povera lei!), in una crema, per guarnirla, poi, con pecorino a scaglie e pancetta.
Il produttore di questa prima idea, l’ingegnere abruzzese, il WikiWinePedia, nonché R., non ancora pago della sua performance, si è impegnato un pochino e ci ha fatto anche una seconda proposta, che aveva tutto il mio agrodolce appoggio: “Proviamo le fragole con le olive su una bruschetta?”


E vaiiiiiii, dopo che ho mangiato ananas, pomodori e anacardi, chi sono io per dire di no ad una proposta simile? L’ingegnere abruzzese è stato promosso, accettata anche la proposta due.
Un pic-nic che si rispetti porta sempre una quiche in dono ed anche questa volta la tradizione è stata rispettata, invitiamo anche la quiche e la facciamo accompagnare dalla amichetta scalza: la frittata.
Mmm… aspettate credo che manchi ancora qualcosa… secondo noi il sapore della tradizione si integra con una salsiccia. Salsiccia integrata con stracchino su bruschetta. Ok, ora ci siamo!

Detto il menù, detto il giorno, detto agli ospiti, ci si deve incontrare per cominciare a cucinare! Beh, in verità cucinano loro, io guardo (mi toccherà mangiare ahimè).

La prima delle attività all’entrata nel bosco-appartamento, sede del nostro pic-nic, è quella di sbucciare le fave. Sano pacificante lavoro, come quelli che facevo da piccola, con mamma o con nonna.
E l’atmosfera che si è creata, intorno alla fava e alle sue ragioni, è stata proprio quella dei giochi e della nostra infanzia.
Il nostro team di lavoro era quello degli sbucciatori di fave, ispirato al signor VanGogh. Ci atteggiavamo proprio come dei veri brain at work, scandagliando meticolosamente tutte le opportunità di utilizzo di una fava, a partire da
“Dona il tuo 5 per mille alla fava cattolica”,
alle più consuete “Di fava ce n’è una sola”,
“Son tutte belle le fave del mondo”
e l’ultima, quella che manca sempre e che arriva a fine lavoro a chiudere l’opera “La fava è sempre la fava”.
Pulite le fave, bollite prima e denudate della loro pellicina poi, quindi ripassate con olio e cipolla ed infine frullate, con l’aggiunta (a occhio) di mollica di pane e pecorino, raggiungiamo la densa croce e delizia dell’animo umano: la crema di fave!
Ops, ho detto “Crema?”, “Ragazzi, abbiamo dimenticato la crema, il dolce, la fine tronfia di un dignitoso pasto?!?!?!?”
Di nuovo al lavoro, il maestro pasticcere del gruppo, in un unico inebriante gesto plastico pesa la farina, rompe le uova, versa il latte, frulla il composto e lo mette sul fuoco… e poi c’è chi gira… e gira.
Le operaie, capeggiate e monitorate dalla capa Operaia, la nostra O., continuano a girare e si danno il cambio per evitare che il loro braccio e la pentola diventino un tutt’uno indistinto.
C’è un alterco sindacale fra O. e il maestro pasticcere, che si vede costretto ad intervenire… pure lui gira e gira… terzo cambio e qualcuno ancora gira e gira, fino al dubbio fatale: ragazzi ma il fuoco lo abbiamo acceso?
Ah, che sollievo sapere che quel signor Qualcuno si è occupato del sano gesto riparatore… “E Fuoco Fu!”.
La storia del giramento è andata avanti per un po’, un bel po’ (e narra la leggenda che un elfo stia ancora a girare… e girare).
La scelta del dolce è frutto di una sofferta negoziazione durante il briefing di avvio lavori, partita dall’idea che non vogliamo un dolce dolce, ma piùùù qualcosa di buono e soprattutto di fresco.
Nasce così nella mente del nostro GastroArchitetto, altrimenti M., parte attivissima nonché operaia del nostro pic-nic, la CremaFragola.


La fragola interviene nell’opera del nostro autore all’inizio e alla fine della creazione, si comincia ponendo le basi, fatte di fragola e moscato, sopraffatte a loro volta da una generosa parte di crema pasticcera e da un esile savoiardo crogiolato nel moscato medesimo. Infine fragole ancora come guarnizione.
Aggiungendo un po’ di zucchero alle fragole e al moscato di cui sopra, la salsa sarà anche caramellata e completerà l’intero lavoro.
Il GastroArchitetto crea il prototipo e gli operai tentano di eseguirne delle mere copie come dei veri falsari.
Il nostro dolce da pic-nic è pronto.
…………..
Mentre in salotto si sbucciava la fava a iosa, in cucina c’era chi provvedeva, con altrettanta perizia, alla salsiccia ed al suo sbriciolamento. La fine apparentemente ingloriosa per una salsiccia è stata salvata dallo stracchino che ne ammorbidiva il sapore.


Per finire il trittico dal titolo: “Bruschetta chi più ne ha più ne metta”, sono state tagliate le fragoline e le olive e messe a riposare.
Il trio della bruschetta rampante è pronto: la Fava, la Fragola e la Salsiccia sono in fase decollo. Si attenda il pane ora!
Cosa manca?
Ad ogni quiche la sua brisè, pronta ai nastri di partenza, è stata farcita con camembert, indivia belga (a sua volta soffritta nel burro) e mela a dadini.

 Ahhhhhhhh eccoli, sento timori sospettosi… attendete gente, attendete!
E manca ancora una frittata per la quale abbiamo eletto gli asparagi come l’ortaggio perfetto, dal sapore perfetto, nella stagione perfetta per il nostro pranzo.
E abbiamo eletto l’uomo che ce l’avrebbe creata… il profeta, A., che ha arricchito questo piatto, chiedendo a tutti gli ospiti una espressa autorizzazione per ogni pizzico di sale, ogni granello di pepe e ogni scaglia di parmigiano che avrebbe aggiunto, concludendo la sua performance con il famoso detto lucano: “chi più mette, più trova”. Quanta saggezza in quella forchetta!


E’ ora di preparare le bruschette, gran traffico in quel forno, c’era una quiche a farsi la delizia che è diventata e c’era una pancetta da abbrustolire o come direbbe l’ispiratrice di questo racconto e di quelli che verranno, da crispyzzare.
E sebbene sia sicura che il prossimo racconto potrebbe essere sul suo vocabolario fatto di “pulini” e atmosfere cookstyle, questa volta, la nostra musa, C., merita un applauso, per la grazia e l’eleganza che ha avuto nel suggerire all’uomo delle salsicce, il miglior modo di cucinare una pancetta in forno.
Rimasta totalmente inascoltata, lei fu, siccome immobile, una mera osservatrice di un processo del quale sarebbe stata nostra maestra: il Crispy Bacon!
Che ingrati!

Ad un certo punto, mentre noi eravamo gaudenti ed ignari, il paziente allenatore, L., controllore di tutti i dettagli, è riuscito a cavare da quel buco caldissimo, detto forno, tutte il pane tostato di cui avevamo bisogno.
Orsù, tutti al lavoro per spalmare e creare le nostre opere, che desideravamo anche belle da vedere!

  1. Aceto balsamico, olio e basilico hanno completato il gruppo fragola e oliva. 
  2. Scaglie di pecorino e crispy bacon hanno fatto parte del fava team. 
  3. La salsiccia e lo stracchino si sono fatte voce popolare e gruppo a se stante.

Siamo pronti ad uscire, ognuno con il suo piatto, arriviamo davanti alla tavola come i re magi e dopo aver posato i nostri doni, rimaniamo in adorazione, come davanti alla grotta di Betlemme. I colori di quella tavola cantano e dialogano ancora perfettamente fra loro. Ogni stylist avrebbe colto ispirazione da quella combinazione allegra ed ognuno di noi è stato molto orgoglioso della parte di capolavoro che aveva contribuito a creare.

La giuria ha deliberato, ecco la lista dei premiati:

Premio BIG: Bruschetta Salsiccia e Stracchino
Premio nuove proposte: Bruschetta di Crema di Fave con scaglie di pecorino e crispy bacon
Premio della critica: Bruschetta di Fragole e Olive
Premio della giuria: Quiche

Best seller grandi classici: Frittata Di Asparagi
Guest star: CremaFragola

6 responses to “30 SECONDI PER DIRE SI

  1. La prossima è una sfida pizzelle abruzzesi contro pancake americano?

  2. Un pic nic di lusso. Complimenti a cuochi! Il piatto che più mi è rimasto inpresso nella mente (per ora solo nella mente..) sono le scaglie di pecorino e crispy bacon.
    E attendo di leggere il resoconto della sfida pizzelle abruzzesi versus pancake americano.

  3. Behhh direi che potresti anche far parte della giuria!

  4. mina vagante travestita da babà

    Non ci resta che… organizzare tutto
    L’Abruzzo incontra l’America
    Pizzella sfida Pancake

  5. Haaaaa meravigliosa giornata….. ed indimenticabili oltre che buonissime ricette degne di veri chef!!! a proposito della fava… ci siamo dimenticati “la principessa sulla fava” :o))

  6. mina vagante travestita da babà

    di fave ne ho perse tante…

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