Gallery

SIMON SHERAZADE

Dovevamo capirlo dal cambio di programma in un tardo pomeriggio in città…
O forse dal fatto che avevamo trovato chiuso anche questa volta
O magari, dovevamo immaginarlo quando il cuoco egiziano ha chiamato il proprietario per dirgli che c’era qualcuno che voleva mangiare e che lo stava aspettando.
Oppure dallo “zio” seduto fuori ad aspettare con noi
… nell’attesa ci ha fatto credere dapprima di essere un grande chef e poi un grande… utilizzatore di paste brisè o frolle già pronte.
Dovevamo immaginarlo da uno di quei segnali, che quella serata non avrebbe spostato di una virgola le nostre singole vite!
Ma noi abbiamo sfidato ogni premonizione.

Barrili 66

Dopo la telefonata del cuoco, arriva Simone – il proprietario – con il sigaro acceso ed apre il suo SimonPosto, mentre lo “zio” fa il controllo qualità su tendine e sedie.
…si aprano anche per noi le porte di questo “paradiso” tutto kosher, siamo in via Barrili 66 ed il SimonPosto si chiama Barrili 66.
Wengè in ogni dove per creare un’atmosfera moderna e familiare, calda ma non hot, in fondo a questo spazio a metà fra il ristorante e la gastronomia, c’è un banco frigorifero, che accoglie tutti gli alimenti preparati secondo religione.

Il bancone

Questa cucina, ebraica intendo, ha le sue regole, scindendo nettamente carne dal latte, unisce manzo con manzo e latte vero con latte vero.

Pastrami

Lo chef, di cultura cattolico-romana in ristorante ebraico, ci racconta il menù e sin da subito ci consiglia il Pastrami, di cui descrive la preparazione dalla bollitura della carne, alle spezie, alla salsa utilizzata per il condimento. Infine ci descrive il vino che deve essere rigorosamente aperto da Simone e da nessun altro, che altrimenti blasfemo sarebbe.

Vino

Per non rischiare l’anatema ebraico, facciamo le nostre scelte, ossequiose dei consigli dello chef.
Nessuno di noi riesce a completare il primo assaggio, perchè arriva solerte Simone e, appollaiato alle nostre spalle, ci racconta la sua storia, anzi le sue mille ed una storia, in cambio di un solo boccone.
Ora sappiamo chi era, chi è e chi vorrebbe ancora essere Simone e soprattutto sappiamo chi non sarà mai: un Uomo Silenzioso!
Questo Sherazade di Monteverde, ci ha parlato con impegno, prendendoci ai fianchi, senza stancarsi, senza riprendere fiato, ci ha tenuti svegli nei momenti di noia, si è preoccupato di ravvivare i nostri desiderati silenzi, la nostra quiete ed il riposo, sembrava avesse il compito di salvare il mondo con le parole.
E dio solo sa se le ha usate…

Nemmeno il nostro amico chef è riuscito a richiamare l’attenzione di Simone sul suo locale e non sono bastati i vari:
“A Simò, te cercano ar telefono”
“A Simò, me apri er vino?”

Niente ci ha salvati.
… oppure era tutto un gioco per distrarci da quel piatto di carne secca, ricoperto da pane?
Esattamente carne secca, secca da seccare un fiume, da seccare il più paziente ascoltatore. Secca, Seccante!

Poco soddisfatti da panini e vino, decidiamo di provare il tiramisù e, dato che in questa cucina non può essere usato il tradizionale mascarpone, ci viene proposta l’alternativa panna vegetale…

Tiramisù

e vi dirò che non era quello il dramma del dolce (almeno non il peggiore dei drammi).
Il problema vero si è manifestato nell’assaggiare un tiramisù di savoiardi non inzuppati.
Mi chiedo se esistano in natura i tiramisù con savoiardi secchi, completamente secchi e poi ricoperti di panna vegetale, uova e cacao.
Ora potrebbe sembrare che, su certi argomenti, io abbia un chiodo fisso, ma non credo sia questo il caso. Insomma se va bene la panna vegetale al posto del mascarpone, il savoiardo dry non va proprio giù nel tiramisù!
In ogni situazione, ed anche in questa, contano le misure, anzi LA MISURA.

E per Simone vale anche la regola della Doppia C:
1. Meno CHIACCHIERE
2. Più CONDIMENTO

Una citazione a sé merita la grappa al fico, perfettamente in linea con la carne e con il tiramisù:
                                               secca anche lei e senza sapor di fico

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s