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PENSIERO STUPENDO

Non c’è due senza tre!
U
n anno intero in attesa di questo incontro e per la terza volta consecutiva ce l’ho fatta. Non potevo perdere un appuntamento tanto intrigante.
La lunga e serrata corrispondenza elettronica ha sortito l’effetto sperato e, infine, hanno capitolato di fronte al mio corteggiamento.
Data ed ora sono fissati. B&B mi aspettano al solito hotel in via Veneto.

Marriott

E’ il nostro terzo appuntamento, ma è sempre come la prima volta per noi amanti dell’etichetta.
E’ un dato di fatto: non siamo novelli. Eppure presentazioni e prestazioni ci trasmettono ansia.
Gli interrogativi mi tormentano.
B&B saranno all’altezza delle aspettative?
Saprò goderne come in passato o accuserò un calo del desiderio?
Chi di loro mi conquisterà stavolta, B o B?
Chi mi sorprenderà per l’eleganza, la raffinatezza e l’appeal?
Una cosa è certa: B&B non mi manderanno in bianco!
E come ogni anno inebrieranno i miei sensi.

Io con B&B, di nuovo in tre. Un pensiero stupendo.

Roma, Presentazione Barolo 2007 e Barbaresco 2008 (alias B&B)

Barolo e Barbaresco Festival“Hai tu gli inviti?” – mi chiede R..
“Eccoli” – rispondo.
Li ho custoditi meticolosamente nella busta in cui li hanno spediti.
Io e R. ci accreditiamo e, al desk della stampa, si accredita anche C., ma solo dopo aver controbattuto alle insinuazioni di una guardinga hostess – l’hostessa di B&B – in cerca di un capro per espiare l’incapacità di arginare l’ingresso degli imbucati all’evento.
Non c’è querelle data l’inoppugnabilità del nostro accreditamento e l’avvocatessa dell’imbuco tronca l’accorata arringa e ci indica l’ascensore che conduce alla terrazza (il roof garden) dove ci attendono B&B.

Non è cambiato nulla in tre anni, nel bene e nel male.
C’è la presenza ingombrante del (de)nutrito popolo dell’Amarcord che divora con ingordigia e devasta il buffet come un’invasione di avide cavallette.
Ci domandiamo come mai tale popolo senta un così forte richiamo per questo evento, mentre in altre occasioni – ugualmente gratuite – sia quasi completamente assente. Sarà forse il fascino retrò di via Veneto e di una terrazza in cui vivere la rievocazione nostalgica ed appannata della dolce vita?
Comunque sia, c’è un frenetico andirivieni di vecchie carampane, cotonate ed innaffiate di acqua di rose, equipaggiate di borse take-away, molto capaci, capaci di contenere di tutto…
Al cospetto di una parata di illustri bottiglie le sento ripetere “Mi dà del Barolo?”, “Mi dà del Barbaresco?”; richieste che denotano un qualunquismo giustificato dalla matura consapevolezza di aver di fronte solo vini di ottima qualità.
Immancabili anche le ex-starlet in compagnia di ossequiosi commendatori col riportino, rubati ai film di Fellini. Le sosia della Gradisca ammiccano e spizzicano, dieta permettendo, dai piatti traboccanti dei notabili e galanti accompagnatori.

L’atmosfera vintage dei favolosi anni ’60 ci incuriosisce, ma non ci appartiene. Spostiamo avanti le lancette dell’orologio del tempo e ritorniamo al presente.
Non siamo in via Veneto per rivivere ricordi patinati.
Siamo in terrazza per celebrare l’ingresso in società di due Grandi vini della Granda. Avanti, marsch!
Passiamo in rassegna le truppe di bottiglie schierate a quadrato, scrutando etichette e decorazioni. Concluso il saluto all’esercito di Barbaresco e all’esercito di Barolo, ci riuniamo per definire il piano d’attacco.
Concordiamo di procedere seguendo prima una degustazione libera di Barbaresco e poi un’orizzontale di Cru di Barolo. Degustiamo il Barbaresco di Ada Nada, Musso, Produttori del Barbaresco, Prunotto e Ronchi, e il Barolo di Bussia, Cannubi, Monfalletto e Sarmassa.
Ci sorprendono piacevolmente i Barolo che stavolta si propongono meno austeri e più friendly, meno maschi e più morbidi.
Et nunc et semper B&B si confermano maestri di eleganza e raffinatezza e mantengono un posto d’onore nella nostra classifica di gradimento.
Reduci dall’impresa che ci ha lasciato evidenti segni – i polpastrelli violacei – ci riversiamo sulla terrazza per rinfrescarci e rifocillarci en plein air.

Roof Garden

E’ l’ora dell’imbrunire e gridiamo al miracolo, anzi al coprifuoco.
La terrazza si è improvvisamente spopolata.
Le ombre si allungano sulla capitale, sulla terrazza, sulle cotonature laccate e sui riportini impomatati.
Finalmente possiamo avvicinarci senza pericolo al buffet e sederci ad un tavolino per sorseggiare l’ultimo bicchiere di Barolo davanti al panorama della città eterna nell’ora del tramonto.
Nella ritrovata quiete il Barolo sembra concedersi ancor più generosamente.
E ad un tratto mi sento in pace con me stesso, con il mondo…e con gli anni ’60!

Barolo uber alles!

4 responses to “PENSIERO STUPENDO

  1. Il posto è magnifico…le persone che si imbucano decisamente no!!!

  2. mina vagante travestita da babà

    menzione d’onore per il Cannubi

    il risotto al barolo da quella terrazza non ha prezzo (ma la Mastercard ci potrà aiutare)

  3. Ad ognuno il suo CRU!!!
    Io sono più Sarmassa che Cannubi!!!

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